Welcome to a world of images and poetry
What is this? This's the istinct for freedom,for movements for illusion and trasformation,it's life
PERCEPTION
Sometimes I write in English. The basic problem when talking about perception is that perception is a kind of «ensemble» that one cannot divide into any kind of order, nor analyze with a conceptual thougt. In perception everything exists beyond and without the limit of the compulsory choice between true or untrue or yes or no, although we can't say that one is dealing with freedom. Perception flows inside channels, not all channels are human-centric, only a few channels are human-centric. Only a few channels start their way from the Ego, which means that most of perception is extra-ego and it's because of such caracteristic that one can sometimes perceive something like spirits, post-mortem experience, out-of-body experience,ecc. Actually, only living inside the channels of the Ego one can imagine that there's only one reality,one body,one perception. The channels of the Ego are very sofisticated, but they can exist just because they are strictly connected with some channels that intersect the Ego channels but do not start from the Ego itself and do not stop in the Ego. Perception can easily be a non Ego-perception, and by the way we must remind that channels don't finally flow into any kind of ocean: they just dissolve. Basicly and normally, inside the channels of perception no circulation takes place, but only a sort of expansion of the objects of perception, and at the same time inside the channels of perception the same perception dissolves.
Natura del manifestarsi
Per la natura stessa del manifestrarsi,
non è possibile descrivere
nessuna genesi del cosmo né della vita. Non è neanche possibile capire il senso di quelle genesi vivendole di prima persona, poiché nessuna genesi è mai esistita. Il senso delle genesi, delle apocalissi, delle " origini della vita", è contenuto nelle emozionalità proprie della vita ordinaria, emozioni che li appaiono e li scompaiono. Puramente emozionale in senso ordinario è anche il costante tentativo di trovare elementi di separazione fra il vivente e il non vivente, fra l'organico e l'inorganico . Le separazioni appaiono laddove non si percepiscono connessioni profonde, manifestazioni. Quando le connessioni si manifestano numerose, la complessità delle intensità percepite, rispetto a un'ottica ordinaria, è tanto immensa quanto incomunicabile. Le connessioni profonde non forniscono alcun potere particolare a chi le percepisce. Viceversa, le connessioni di natura emozionale/concettuale, possono dare l'illusione di ottenere qualche potere anche se resta ben presente l' inafferabilità della natura dell'origine del potere ottenuto.
Afferro la caviglia ma non è più la mia caviglia, stringo il ginocchio ed esplode una fioritura estiva, arriva una torrida giornata estiva ma si tratta di esseri che conducono loro iniziative, sono parte di loro, non sono una mia parte, e dopo ogni ginocchio serrato si propaga nell'intensità altra intensità, intensità di presenza indifferente a ogni conta. Le manifestazioni sono anche la realtà ordinaria, spesso parte tutto proprio dall'ordinario, in modo inaspettato o non inaspettato, ma si dipanano in modo impossibile da parlarne poiché mentre le manifestazioni sembrano dipanarsi, svolgere un loro processo, quel che emerge è una sorta di intensità estremamente avvolgente, unificante e assorbente tanto la realtà ordinaria che il dipanarsi delle manifestazioni. La presenza continua a scorrere senza però possedere alcun centro. Senza un centro, senza un modello e senza follia. Se non si forzano le intensità che sorgono in se stessi e quelle da cui si è attraversati si entra prima o poi in un vento intelligente di intensità e creature diffuse, non centripete. Quel vento può anche coincidere con la realtà ordinaria ma privata dei suoi centri, ovvero gli oggetti, gli esseri, cominciano a scorrere l'uno nell'altro tracciando dimensioni improbabili e precipitose, in una quiete assordante. Ogni movimento è consapevolmente composto dall'accordo di miliardi di miliardi di pulsazioni,. La manifestazione ha già preceduto se stessa, il disegno si diffonde prima di diffondersi, i muri sono improvvisamente trasparenti, tuoni invernali affondano in una vegetazione amica ancora presente, erbe risalgono la schiena nutrendo oceani ruotanti in vortici assolati, l'intensità spegne le visioni e la strada appare nuovamente sola, l'attesa si è consumata.
Non di solo Yoga si nutre la percezione
Per cominciare a percepire in modo attivo bisogna affrontare la propria individualità.
Una volta che non si è più vincolati ad alcuna individualità si comincia a percepire
ciò che è effettivamente altro dall'ambiente socio-relazionale umano.
Una volta diventati indipendenti dall'ambiente umano appare nella sua chiarezza e
vastità quanto profondo ed immenso sia ciò che è diverso dall'umano.
Una volta cessato lo stupore umano per il non umano si comincia ad essere umani
e non umani al tempo stesso.
Quando cessa anche l'attrazione del non umano la percezione nè è individuabile nè è vincolabile.
_e non c'è più niente da dire_
La limitazione della percezione conduce al blocco del naturale processo trasformativo in
in cui la percezione stessa è coinvolta.
La limitazione della percezione genera l'insorgere di continue difficoltà che
determinano i lineamenti di una percezione di se stessi come esseri insicuri,
vulnerabili,aggrediti,ostili,non amati, completamente individualizzati- nel senso di completa chiusura
all'interno del proprio ego.
Poesia e prosa-SOnagli digitali
Il tuo corpo da toccare, sempre brina ovunque, calda gioia fluisce nel tuo volere, oggi ti incontro, rido di me, osservo l'amore filtrare l'orizzonte. le intemperie sovrastano . Niente calore . Ritorno da te, medio l'ingresso, ti stringo, vengo strattonato, osservato sotto il cielo senza vita. Abbiamo passeggiato nella realtà. Nessun perdono, la mia decisione si flette nel vento, diventa una freccia, segnala l'alba del disertore. L'amore non è quel che sembra. Mi hai raggiunto. Ti ho scelto, ora dobbiamo cancellare il tempo o ne saremo vittime. Si espande, agglomera, un cosmo improvvisato, rovina incombe, macinare del tempo nemico, arrivano in massa, armati, precisi, efficienti, risolvono ogni resistenza con violenza, semplice, impietosa, sterminatrice. Una nuova primavera di sangue accumula promesse incantate. Folle di affamati sfondano le barriere, non trovano nulla a parte la certezza della morte. I luoghi della morte sono già previsti, una volta pronti partirà l'attacco. Sarà un attacco insolito, basterà non agire, far finta di contenere, lasciare prosciugare ogni scorta disponibile, poi, in tranquillità, attendere il disastro, guidarlo nella sua naturale connessione finale. Voci tormentano l'etere, s'intromettono con prepotenza nelle menti umane, urlano disperate, cantano orride storie di una terra ricoperta di piaghe, di popolazioni ostili, avvezze alle peggiori torture. Le voci arrivano con la pioggia, col bel tempo, col giorno, con la notte. Le decisioni già prese hanno generato le voci, le hanno sollevate dalle polveri incrostate nei cuori e disseminate ovunque, perché agiscano automatiche, complici di un futuro spaventoso. Il canto riposa nei cuori, assordato dai torpori colpevoli, non azzarda il proprio cammino verso direzioni impreviste. L'innocenza della cattiveria diventa la beffarda provocatrice di nuove albe, s'impone a complici insospettati, inconsapevoli, diventa una cifra del ben vivere. Le riunioni indette in suo nome si tengono in pubblico, raccolgono folle eclatanti. Gli appassionati ed esperti si preparano al peggio imminente, vogliono essere i primi a circondarsi di schiavi e fuggitivi cui imporre le proprie perversioni. Ai figli, come sempre va tutto l'amore e l'affetto, ogni tenue speranza è un dono per loro che verranno ricoperti con maggior efficacia di odio e spensieratezza. Le voci, gli echi, le morti altrui desiderate con l'odio peggiore, tumuli mai pianti aperti nelle piaghe della terra a raccogliere la compassione delle stelle. Negli orti crescono strani frutti contorti, esangui, che non danno pace e avvelenano il veleno stesso. Le voci annunciano ogni giorno, ogni ora, ogni istante. Ci siamo riconosciuti setacciando involontariamente le memori altrui. Sonagli digitali stormiscono nella mente urbana- ripasso il bagliore intermittente del tuo richiamo. Labbra lamellari schiumano le tue parole. Sillabe vibranti imbrattano il cuore metallico. Neutralizzato il testo sarà anche possibile vederci. Dopotutto ogni collasso opera un segreto chiasma fra la vita e la morte.